24 dicembre 2008

la murata

LA MURATA,
di patrizia bianchi
con una postfazione di massimo sannelli
edizioni della Camera Verde
(Roma, 2009)
§
il libro può essere richiesto all'editore,
Giovanni Andrea Semerano :
tel. 340 5263877

05 novembre 2008



Esnedy Milán Herrera
ANTIGONE
di Massimo Sannelli
Genova
La Stanza della Poesia
sabato 7 febbraio 2009, ore 17

19 luglio 2008


I Custodi

22 giugno 2008


Amazzone



Prometeo

15 maggio 2008



Figura

Figura




Guerriero

Etichette: ,

13 aprile 2008


Callas




Angelo






I custodi

Etichette: , , ,

06 marzo 2008









Antigone










Don Chisciotte




Davide


***


FOGLI DI CARTA E DI RAME

In un’altra occasione, ho scritto che «la pittura di Patrizia Bianchi accompagna da sempre, e ostinatamente, la scrittura», perché «la parola invoca l’immagine come super-parola (oltre la parola), mentre l’immagine si appoggia alla vocazione letteraria, e vi trova consolazione. C’è l’informale, quindi: ma è l’informale di chi è abituato da sempre a considerare pienamente informale anche la parola, e soprattutto la parola libera del poème en prose». Ora, l’occasione è nuova e più complessa: si tratta di presentare le nuovissime sculture in rame di Bianchi. E il critico-curatore-collezionista capisce di osservare manufatti imprevisti, in tutti i sensi. Non perché il passaggio alla scultura sia strano in sé, anche nel Novecento – ma perché queste Figure, che in primo luogo sono grandi Personaggi letterari, complicano le prime previsioni e chiedono di essere capìte. Il lavoro di Patrizia Bianchi è sempre stato accompagnato dalla scrittura – di cui mi sono reso testimone, cioè amico, ed editor professionale, caso per caso. Ora Bianchi inizia ex abrupto ad agire su grandi fogli di rame, e li innalza in forma di corpi stabili. Non è un caso che in principio si chiamino fogli di rame, così come si parla di fogli di carta. L’immaginazione dello scrittore li vede immediatamente come un nuovo supporto per la scrittura. In questo caso è la scrittura manuale, come sempre in Bianchi, trasformata in un’operazione di piegatura e taglio, cercando angoli e ombre, senza pace: non c’è quasi nulla di incruento nella scrittura nella pittura nella scultura di Patrizia, che piega la materia e il corpo («piego le labbra della mia ira»: La murata). Nel frattempo, Bianchi ha conquistato pienamente la volontà di fare, senza i divieti virili che agiscono anche qui e ora. Oggi Davide, Antigone, Don Chisciotte, l’Angelo (un Angelo più rilkiano, e dunque letterario, che agiografico) si installano per rimanere, con nuove prospettive: come cose degne e cose a cui credere. E il rame è sia delicato sia tagliente: può ferire l’osservatore e l’artista, ma un gesto può modificarne molti centimetri in un colpo solo – l’uomo e la donna si riconoscono esposti, nella loro malleabilità che paradossalmente diventa corpo dopo essere stata foglio.

Etichette:

Se la forza è molta, il ferro non resiste. Il chiodo non regge più la parte che pesa, le cose fatte e rifatte perdono la prima forma.
Patrizia Bianchi - da la murata










Etichette: ,